IL LAVORO OMBRA

“Il pendolarismo è quel tipo di lavoro ombra che costringe l’operaio a prendere ogni mattina la propria forza lavoro, caricarla in macchina e poi, in quanto autista della merce che il datore di lavoro ha contrattualmente noleggiato per le otto ore della giornata lavorativa, portare questa merce nel luogo di lavoro. Questo lavoro ombra impone anche un alto investimento di capitale. Una rilevante percentuale dei salari di ogni giornata lavorativa l’operaio deve investirla nell’acquisto e nella manutenzione della propria auto e nel pagamento delle tasse per finanziare la costruzione delle autostrade su cui essa corre. Il pendolarismo rimane lavoro ombra anche se il veicolo, anziché un’auto, è un autobus o una bicicletta. Certi piccoli sindacati hanno ottenuto ciò che chiedevano. E da allora i loro membri sono stati considerati autisti assunti ogni mattina dalla fabbrica per portare al lavoro i propri corpi. Se però questo tipo di richiesta fosse accettato da tutti e se agli operai si pagassero le fatiche attualmente non retribuite per «capitalizzare se stessi» in funzione del proprio impiego e trasportare se stessi avanti e indietro, il sistema industriale non potrebbe più funzionare41. Come hanno fatto questi uomini, anche le donne possono chiedere che il loro lavoro ombra si trasformi in lavoro retribuito. Ma se appena si confronta il prezzo ombra del lavoro ombra al costo del lavoro salariato, diventa evidente il suo carattere paradossale. Almeno nel settore non militarizzato di ogni economia moderna, l’input di lavoro ombra necessario è verosimilmente maggiore di quello del lavoro salariato42. Il sistema industriale si basa sulla premessa che per una crescente maggioranza dei membri della società i bisogni fondamentali devono essere soddisfatti mediante il consumo di una serie di beni. Di conseguenza la fatica legata al consumo di queste merci è antropologicamente più importante di quella legata alla loro produzione. Tutto questo è rimasto nascosto finché le imperfezioni tecniche hanno fatto delle mani e delle memorie umane ingredienti necessari al processo di produzione: coerentemente si identificava allora il lavoro produttivo col lavoro legittimo e lo sforzo collegato ai consumi passava sotto silenzio. Oggi però l’input di tempo nella produzione sta nettamente diminuendo mentre la crescente intensità di merci nella società porta ad aumentare l’input di tempo necessario per il consumo”. Estratto da “Genere” di Ivan Illich

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