MORTE E DISTRUZIONE …

Chissà quante guerre si sono fatte gli uomini dai tempi delle caverne.
Prima a colpi di clava,poi con le lance di selce,le spade in bronzo,in ferro,in acciaio. Gli assedi,le catapulte che lanciavano pietre o pece incendiaria. Più tardi fucili e bombarde e poi cannoni,mitragliatori,
Oggi cacciabombardieri,missili,razzi,droni sempre più distruttivi e letali. E in riserva il peggio del peggio: le ogive nucleari.
Nel passato i contendenti si scontravano in aperta campagna,sul mare. Oggi si bombardano le città massacrando i civili,distruggendo i loro beni privati e collettivi acquisiti o costruiti con lunghi sforzi e sacrifici immensi. L’arte,la cultura,i servizi sanitari,le scuole ,i campi agricoli,le abitazioni,le fabbriche,le strade,le ferrovie..: tutto il frutto della genialità umana viene sterminato senza pietà e rimorsi.
Nel 1945 al termine della più grande e della più mortifera guerra di tutti i tempi,il mondo ha giurato ” basta guerra” ma in verità ha iniziato il ciclo di produzione più intenso degli armamenti più micidiali di sempre.
” Si vis pacem,para bellum” ,se tu vuoi la pace prepara la guerra! Questo monito dato agli antichi e bellicosi romani da Publio Flavio Vegezio Renato nel IV secolo dopo Cristo è diventato l’assillo di tutti i governi del mondo.
Ma da quando la produzione di armamenti è diventato anche un lucroso business si è passati allo stadio capitalistico puro e duro : produzione ,consumo,produzione,consumo… Tutte queste armi qualcuno deve consumarle. All’inizio armano gli eserciti dei paesi produttori e quando questi devono acquistare le nuove produzioni,quelle usate vengono vendute ai paesi non produttori o regalate a paesi satelliti in sostegno di regimi o contro regimi avversi. Le armi hanno scadenze lunghe e quindi riempiono ed ingombrano gli arsenali. Il surplus non viene riciclato ma sparato, distrutto. E sì! Per distruggere le bombe bisogna distruggere persone,animali,cose.
Dati questi presupposti è ineluttabile che la guerra sarà sempre una macabra compagna di viaggio dell’umanità.
Paradossalmente noi accettiamo e ci siamo assuefatti a questa ” normalità”. Noi che inorridiamo davanti ad ogni fatto di sangue minore, restiamo impassibili davanti alle guerre più mostruose dal momento che non ci riguardano da vicino Anzi prendiamo posizione per l’uno o per l’altro contendente per ragioni, ideologiche, etniche, economiche, religiose.
I pacifisti non fanno cassetta, anzi per poco che si dimenino finiscono sotto le manganellate delle forze dell’ordine costituito e davanti ad un giudice per sedizione.
Ma è possibile pensare che un giorno le guerre finiranno? Dopo aver fallito con l’ONU e con il commercio mondializzato cosa dovrebbe capitare?
Quello che servirebbe nessuno lo desidera: la fine delle religioni di comodo,degli stati nazionali,delle predazioni economiche, dell’egoismo di governanti egemoni e di capitalisti oltranzisti. Preferiamo difendere i nostri egoismi,i nostri odi, le differenze, le ingiustizie.
E alla fine continueremo a preparare la guerra ma senza ottenere la pace.
Fino a quando un tragico pulsante rosso ci spazzerà via.

