LA CULTURA DELLA FORZA & LA CULTURA DEL POSSESSO

La nostra società occidentale ha perso per strada tutti i suoi valori? Facciamo una verifica storica.

Due fatti di società hanno particolarmente turbato italiani e francesi in questo mese.

Il 12 novembre in Veneto ,Giulia è assassinata con più di venti coltellate dal suo ex fidanzato,disperato dalla separazione deciso dalla ragazza esausta dalla gelosia possessiva del ragazzo, suo coetaneo. Chi è morta? La donna.

Il 19 novembre a Crepol,paesino di 500 anime situato nelle Drome a sud della Francia,Thomas ,16 anni, giovane rugbiman locale viene mortalmente accoltellato all’uscita dal salone comunale dove é terminata la festa annuale del paesino.

Una banda di dodici giovani sono venuti dai dintorni ed anche da lontano perchè hanno saputo che a quella festa partecipano tutte le ragazze del paese.Lungo tutta la serata hanno provocato le ragazze sollecitando la tensione nei ragazzi della località.

Ed alla fine la collutazione all’uscita,il lungo coltello da caccia ,un colpo secco e Thomas muore sul posto.

Quale è stato il movente? La ricerca delle donne e la difesa delle ” loro” donne.

Questi due episodi si iscrivono in una serie crescente di agressioni e morti violente che marcano particolarmente questo millennio. Le donne assieme ai bambini,sono sempre le prime vittime sacrificali della forza e della violenza privata o pubblica.

Questi due episodi di sangue sono il corollario del macello in corso dal 7 novembre in Israele e Gaza dove migliaia di bambini…e donne di ogni età sono state sgozzate,stuprate bombardate senza pietà.

Ma sarebbe una novità? Lo verificheremo più tardi.

Intanto non possiamo stupirci quando possiamo verificare ogni giorni che il ” valore” dominante del nostro tempo è la cultura della forza

LA CULTURA DELLA FORZA

I ginnasi pubblici e privati,le sale di sport e di musculazione ,le palestre varie pullulano di maschi di ogni età ma anche di femmine che cercano a rinforzare i loro muscoli e la loro potenza fisica. Sport come lo MMA,il krav maga ,la boxe  tra altri molteplici sport di combattimento,a mani nude o quasi,sono fiorentissimi e molto partecipati.

Chi per prepararsi a offendere,chi per prepararsi a difendersi, ognuno rinforza il suo potenziale fisico in modo da aumentare la sua capacità personale di violenza che essa sia offensiva o difensiva.

Chi si sente forte accetta più facilmente di fare fronte alle provocazioni di altri prendendo alti rischi per la sua integrità fisica o di quella di coloro che lo abbiano attaccato o che vogliano difenderlo.

Chi non si sente poi abbastanza forte fisicamente  per attaccare o difendersi a mani nude si munirà di armi offensive o difensive,aumentando il potenziale della violenza globale ed i danni del passaggio all’azione.

In sostanza questa spinta alla forza rinforza la cultura della forza, cultura che ha come naturale esito,la messa alla prova della propria forza  e poi la sua facile autogiustificazione ed anche quella di una parte sempre crescente della società

La spinta fisica e culturale all’aumento della forza ed al suo utilizzo ha ragioni varie e in contrasto tra di loro, per questo ognuno condannerà o giustificherà l’uso della forza in funzione dei suoi bisogni fisici o morali,personali o politici,delle sue rivendicazioni o delle sue aspettative.

Questo contesto rinforza la violenza universale  e vede sempre meno persone totalmente esenti da una o l’altra difesa propria o d’altrui dell’uso della forza e della violenza.

In questo crescendo della cultura della forza non dobbiamo stupirsi che tutti i differendi pubblici o privati siano sempre di più sottomessi all’uso della forza,quindi della violenza,quindi delle ferite quindi della morte che sia la forza utilizzata  tra individui tra bande,tra stati,tra blocchi di nazioni. Sì,perchè la massima espressione della forza collettiva sono ora gli armamenti sempre più letali.

La cultura della forza consolida la legge del più forte,del vincitore da ammirare o al quale sottomettersi.

In un ambiente sociale dove la cultura del dialogo è sempre più esigua la forza violenta finisce di diventare il vettore privilegiato per avere ragione,per vincerla.

E comunque in un mondo dove si “deve” culturalmente e materialmente vincere,le sconfitte di ogni sorta diventano smacchi insopportabili e la riparazione e la rivincita sono affidati alla forza ed alla violenza.

Non possiamo quindi stupirci se gli esseri più deboli, i bambini i ragazzini,le donne ma anche gli animali subiscono bullismi,stupri,percosse…uccisioni.

Steven Pinker  nel suo libro Declino della violenza,uscito nel 2011 descrive la nostra epoca come la meno violentà da quando l’uomo è al mondo. Non so se un suo aggiornamento del libro gli permetterebbe ora di dimostrare la stessa tesi, io non lo penso.

LA CULTURA DEL POSSESSO ALIMENTA LA CULTURA E L’USO DELLA FORZA

Non è certo una novità dei tempi presenti e tante culture ancestrali ed anche religiose diffondono la cultura del possesso e dell’arricchimento e giustificano l’uso della forza per difenderne la continuità della proprietà.

Gli uomino delle caverne si battevano tra di loro per rubarsi ed accappararsi la selvaggina cacciata ….e le donne.

Più tardi le tribù pastorali si battevano per rubarsi i greggi, i migliori pascoli..e le donne.

Diventato sedentario ed agricoltore ,il nostro antenato era attaccato,derubato delle provviste ammassate,degli animali,dei servi e …delle donne.La sua casa era bruciata , lui ed i suoi figli uccisi.

La storia antica tramandata a noi è quasi solo una sequenza senza fine di guerre trà città ,staterelli ed imperi che si invadevano,massacravano, spogliavano…e si rubavano le donne.

La guerra di Troia .

Quale era stata la causa la causa scatenante del conflitto “fu il rapimento di Elena, moglie di Menelao e cognata di Agamennone. Colei che era considerata la donna più bella dell’antichità fu rapita da Paride, figlio del re di Troia, Priamo” ( da Wikipedia)

Il ratto delle Sabine:

“Il ratto delle Sabine è una fra le vicende più antiche della storia di Roma, avvolta dalla leggenda. Secondo la tradizione, Romolo, dopo aver fondato Roma, si rivolge alle popolazioni vicine per stringere alleanze e ottenere delle donne con cui procreare e popolare la nuova città. Al rifiuto dei vicini risponde con l’inganno: organizza un grande spettacolo per attirare gli abitanti della regione e rapire le loro donne.” ( da Wikipedia)

Don Rodrigo e Lucia nei Promessi sposi

“È il personaggio cattivo per eccellenza, colui che in seguito ad una scommessa fatta col cugino Attilio, decide di sedurre Lucia e di impedire il suo matrimonio con Renzo. Quindi vediamo che la persecuzione del signorotto ai danni di Lucia non nasce da un vero sentimento amoroso, ma si ricollega tutto al fine di non essere umiliato di fronte agli altri nobili, per ragioni di onore cavalleresco.(da Wikipedia).

Queste leggende e queste storie ci sono state insegnate a scuola,romanzate e senza rilievo alcuno della loro gravità. Ci sono voluti migliaia di anni perchè le donne comincino a dire basta! e mettano gli uomini davanti allo specchio della loro essenza ancestrale impregnata dal possesso e dalla violenza intersecata al perseguirlo ed al difenderlo.

Possesso di potere,di terre, di beni,d’ori,di soldi,di schiavi,di donne .

Ma come è possibile generare ricchezze per se senza forzare e comprimere il bisogno semplice o la stessa pulsione verso la ricchezza degli altri?

Semplicemente con lo sfruttamento,il furto,la frode,la razzia,la speculazione,le armi. La democrazia politica ha previsto un calmieramento con le tasse e una ridistribuzione sociale della ricchezza, ma i crescenti governi ecoliberisti respingono indietro questo riequilibrio con sempre più agressività.

Allora nasce e si espande anche la reazione violenta a questo crescente scartamento tra ricchi( pochi) e poveri ( tantissimi). Ne consegue la reazione e la repressione crescente.

Quindi se osanniamo la ricchezza battiamo le mani anche ai mezzi violenti o disonesti per procurarcela ed ai mezzi violenti per difenderla.

Come potremmo quindi evitare che la ricchezza e l’accumulo non generino violenza che sia per ottenerli o che sia per difenderli,che sia per invidia o che sia per derubarla o semplicemente per ripartirla equamente?

In conclusione. Ecco il cerchio infernale: la cultura della forza e del possesso generano violenza,la forza permette l’accumulo di ricchezza,l’accumulo di ricchezza giustifica la forza per difenderla,la ricchezza genera quindi la forza e la violenza più della povertà stessa che comunque è lei stessa generata dall’accumulo della ricchezza.

Fin che non metteremo un macigno su questi “valori” di soppruso e di abuso il sangue continuerà a scorrere.

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